domenica 25 novembre 2007

Intervista ad Annamaria Caruso

Nell’opera interpreta la Coscienza di Dante

“I caratteri principali del personaggio - dice Annamaria - sono racchiusi nel compito che svolge la stessa Coscienza: essa è infatti il pensiero primario di Dante che racchiude l’idea del paradiso puro, ma soprattutto è la voce che anima la potente invettiva contro la Chiesa e i Papi, problema presente anche ai giorni nostri. Nello specifico si dovrebbe parlare di più di tutte le vittime che ha fatto la Chiesa, non solo di quelle provocate dalle guerre”.
Annamaria sottolinea che il suo personaggio, non esistendo nella prosa originale, è in realtà il frutto della mente del compositore Arnaboldi . Il regista Palmieri le ha lasciato “libero arbitrio” sulla scelta del taglio umano da dare alla Coscienza, utilizzando ironia e sensualità. Questo lavoro di caratterizzazione del personaggio, dice Annamaria, è stato agevolato dalla stima nei confronti di Dante, ma soprattutto di Andrea, che le ha fatto riscoprire una naturale intimità e un armonioso contatto fisico.
Tra i tratti affini col suo carattere, Annamaria evidenzia la voglia di chiarezza che anima l’invettiva della Coscienza: anche nel suo rapporto coniugale vuole che vi sia “sempre massima chiarezza” per poter vivere veramente il sentimento dell’amore.
Il suo primo approccio con la musica lirica risale tra i 12 e i 13 anni quando, nonostante i pochi soldi, andava a comprare i dischi con i suoi risparmi. Proprio per questo che alla domanda - secondo lei quali sono gli incentivi per avvicinare i giovani alla musica- Annamaria ha risposto con molta decisione e fermezza: “Se i giovani non vogliono venire a teatro peggio per loro, non sarò di certo io ad andare a richiamarli, ci vuole intelligenza e voglia di conoscere. Questa nuova opera d’arte su Dante verrà ricordata tra cento anni. È un’opera contemporanea senza paragoni che deve essere apprezzata da chi ne ha la voglia ed è in grado di capirne la grandezza!”.

Iuzzolini Valentina

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