Cosa l’ha spinta a partecipare allo spettacolo?
Sono stato contattato soltanto due settimane fa, in sostituzione di Davide Bartolucci. Nonostante questo, ho deciso di accettare immediatamente perché mi è piaciuta l’idea di musicalizzare la Divina Commedia. Inoltre ho deciso di partecipare per la presenza di Andrea Mastroni, cantante e direttore artistico.
Che aspetti caratterizzano i personaggi che interpreta?
Il Conte Ugolino della Gherardesca è un personaggio politico che, per tradimento, è stato catturato dai Ghibellini e rinchiuso in una torre con i suoi due figli e i due nipoti; è un personaggio disperato, che non sopporta più la prigionia e che, per questo, esplode in un raptus di follia: il suo racconto si conclude in modo misterioso, infatti non si comprende se si tratta di un episodio di cannibalismo dei figli stessi o è la naturale conclusione di un’agonia, in cui la fame prevale sul dolore. Il conte Ugolino è caratterizzato dall’amore per i figli, che però è condannato all’impotenza in quanto non può offrire loro nessun conforto. Egli, inoltre, è caratterizzato da un attrito incessante tra umanità e degradazione. Malacoda, invece, è un personaggio inventato, un demonietto, precisamente il capo delle Malebranche, ovvero i diavoli della quinta bolgia; egli prende accordi con Virgilio, il quale gli chiede aiuto per arrivare sul ponte della sesta bolgia.
Si identifica in essi?
No, assolutamente: è stato molto faticoso ed impegnativo interpretarli.
Perché consiglia di seguire lo spettacolo?
Nonostante sia un testo crudo e pesante, si tratta di un’opera molto interessante e coinvolgente. Consiglio di seguire lo spettacolo perché è un’interpretazione singolare della Divina Commedia.
Quando ha cominciato ad interessarsi alla lirica?
Ho cominciato a studiare privatamente a Baku sul mar Caspio all’età di 18 anni. Successivamente mi sono laureato a Odessa in Ucraina e infine ho continuato a studiare al conservatorio di Trento.
Quali sono le arie e i personaggi in cui si identifica di più?
Preferisco i personaggi del Romanticismo e quelli di Verdi.
Come si prepara all’esibizione?
Lo studio dei versi di Dante è molto pesante, soprattutto per me che sono armeno. Ma quello che conta è il risultato!
Perché, secondo lei, la lirica è solo per pochi eletti?
Perché le persone credono che sia un passatempo di lusso; in realtà esse non fanno altro che autolimitarsi in quanto la lirica è un bellissimo divertimento! In realtà in Russia si pensa che l’arte lirica italiana sia popolare e non solo per pochi eletti. Io ad esempio conosco tantissimi eletti.
Perché secondo lei i media non danno molto spazio alla lirica?
Credo che i media non si interessino alla lirica perché devono rispondere ad esigenze differenti. I tempi della diretta, inoltre, non coincidono con i tempi dello spettacolo. Infine, vi è anche un problema di interessi commerciali, i quali hanno la precedenza sulla lirica.
Gloria Clerici
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