domenica 25 novembre 2007

Intervista a Tania Bussi

Nell’opera interpreta Francesca Da Rimini e i versi della Porta dell’Inferno.
Tra i motivi che l’hanno spinta a partecipare a quest’opera vi è il “testo molto evocativo”, aspetto esaltato dalla parte musicale, ma soprattutto il personaggio di Francesca da Rimini, “carico di fascino e contemporaneamente di un tratto nostalgico, conseguenza dell’impossibilità di vivere l’amore pienamente e completamente”.
Nell’individuare tratti simili tra il suo carattere e quello di Francesca da Rimini fa notare particolarmente il “desiderio di amare tutto nella sua pienezza, ogni aspetto bello della vita”, rilevando che, come lei, “ogni donna desidererebbe interpretare questo ruolo, perché Francesca è l’espressione massima della passionalità, del desiderio di amare pienamente l’amore con la “A” maiuscola”.
Il suo primo approccio con la musica risale all’età di otto anni quando iniziò a cantare nel coro del Regio di Parma. Dopo avere interpretato La Bohème, è stata “fulminata” dalla bellezza del canto lirico e non l’ha più abbandonato.
Nel chiedere a Tania quali siano, secondo lei, i motivi del poco interesse dei giovani, ma anche di molti adulti, verso la musica lirica risalta un aspetto veritiero della società attuale: “Oggi vi è il desiderio di avere un consumo veloce e istantaneo della musica, mentre la musica lirica, nello specifico, richiede un approccio più generoso”. Come incentivo per avvicinare le persone al teatro lirico Tania pone in rilievo l’importanza di avvicinare i bambini a esso sin dalla scuola elementare. Infatti ha proposto ad alcuni suoi allievi un’opera lirica, ottenendo come risultato un’immediata capacità di ascolto che ha permesso ai bambini di riconoscerne le parole già dal secondo ascolto. “Con questo metodo - assicura Tania – si impara fin da piccoli a sapere ascoltare e a riconoscere la diversità dell’arte, la sua varietà”.
In conclusione l’invito fatto da Tania a seguire quest’opera è motivato dalla “ottima distribuzione dei testi e della musica che ne permette un’armoniosa fluidità, giacché si riesce a seguire un testo scritto con un sottofondo musicale che non ne impedisce la comprensione; a differenza del teatro moderno dove è presente una forte frattura tra la contemporaneità dei testi e la musica”.

Iuzzolini Valentina

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